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Facile
escursione adatta a tutti, anche chi è al primo giro in bicicletta e chi ancora
è nel passeggino. Un anello privo di dislivelli significativi, che alterna
fondo asfaltato a strade bianche ben battute. ll passaggio davanti al Fortino
Disco, per decenni discoteca di grido a livello europeo, è un tuffo nella
cultura pop degli anni ‘60-80. Proseguendo, la traccia verde vi guida nel cuore
della Paesana rurale, dove hanno sede diverse aziende agricole. In questo
tratto è facile imbattersi in animali da pascolo e da cortile, per la gioia dei
piccoli, ma attenzione a possibili capi liberi. Svariati piloni votivi e
fontane lungo il percorso sono la testimonianza di un tempo - non così lontano
- in cui gli spostamenti avvenivano per lo più a piedi. Immancabile una foto
ricordo a metà percorso con inquadratura sulla maestosa catena del Monviso.
Rientro verso Piazza Vittorio Veneto attraversando i giardini Birimbo,
intitolati al giovane partigiano paesanese Battistino Alberto.
Punti di interesse
1.SEDE PRO
LOCO – AFFRESCO MADONNA DELLA
PERA L’attuale sede della Proloco di
Paesana è lo storico asilo comunale. Sopra la facciata principale è conservato
un affresco raffigurante una Madonna in trono con il bambino e una pera
(databile Secolo XV-XVI). Per contrapposizione alla mela, simbolo di peccato,
la pera è considerata simbolo di rapporti benevoli. Insieme all’affresco di
Casa Girò, la Madonna con la pera è considerato tra i più antichi di Paesana. 2. IL FORTINO
– STORICA DISCOTECA PAESANESE Il Fortino, nato alla fine
degli anni Sessanta, ha fatto ballare e divertire intere generazioni per oltre
50 anni. Nel tempo si ampliò in più direzioni, ospitando grandi nomi della
musica e dello spettacolo italiano, tra cui Mike Bongiorno, Franco Rosi, i
Ricchi e Poveri, Patty Pravo, Rocky Roberts, Orietta Berti, Claudio Villa,
Nicola Di Bari e tanti altri. Dopo trent’anni di successi, nel 1998 venne
ristrutturato dando vita anche alla nuova discoteca Shock che si caratterizzò
per la musica techno, progressive e hard style. Entrambi i locali hanno chiuso
definitivamente nel 2020. 3.VIA MONVISO
- AFFRESCHI DEL PALAZZO DEI CONTI Antica proprietà dei Conti
Saluzzo di Paesana e Castellar, il palazzo conserva intatti un portale del
Quattrocento in marmo di Calcinere e un architrave in pietra scolpita. Due
affreschi interessanti sovrastano l'arco che permette l'accesso al cortile vicino.
Quello in migliore stato di conservazione, raffigura San Pietro (confermato
anche da una dicitura parzialmente leggibile). 4. GIARDINI
dedicati a BIRIMBO Giardini dedicati a Battista
Alberto (Birimbo), nato a Paesana nel 1924 e ivi residente, insegnante
elementare. Arruolato nell’RSI a febbraio 1944, diserta a fine maggio per
unirsi ai partigiani della Valle Po. Partecipa ai combattimenti dell’estate e
nell’autunno è caposquadra nel distaccamento Bixio. Catturato e ferito
dai fascisti il 6 febbraio 1945, viene fucilato l’8 febbraio nella caserma
Musso di Saluzzo. Medaglia d’argento al valore militare. 5.
EX-SETIFICIO BONNET Nel 1898, la ditta Bonnet
decise di costituire a Paesana un grosso stabilimento tessile, nel quale si
sarebbe impiegata specialmente manodopera femminile. La fabbrica venne
realizzata nell’abitato di Santa Maria, e si dedicava alla lavorazione della
seta naturale. La presenza dello stabilimento tessile a Paesana è durata quasi
100 anni e per un secolo ha segnato l’economia del paese. La gestione della ditta passò
attraverso quattro proprietà: la Bonnet (dal 1901 al 1935); la Manifattura
tessile Erba (dal 1943 al 1968); la Legler industria tessile (dal 1968 al 1990)
e infine andò al Gruppo Tessile Polli fino al 1998, anno della chiusura.
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Facile anello che ripercorre parte della tratta
terminale del Tramvai che - da Saluzzo - risaliva la vallata fino a Paesana.
Superato il ponte ad archi che caratterizza il paese, si imbocca il tratto
della ciclovia che attraversa le frazioni Allemagna, Morena, Cappella Nuova.
Attraversata la provinciale in località Garzino, inizia il ritorno verso il
centro sul versante percorrendo un tratto dell’antica Via del Sale, che corre
ai piedi di una delle tante morene di origine glaciale del massiccio del Monviso.
Superato il cimitero, sulla
sinistra troverete uno degli ingressi delle cave di grafite, attive fino agli
anni Sessanta. Il sito,
attualmente non visitabile, offre un habitat di riproduzione ideale di
numerosi anfibi. Svoltando a destra si arriva in breve tempo alla Confraternita
di Santa Croce e da qui nella bellissima Piazza Piave, cuore pulsante del borgo
di Santa Margherita, dove potrete ammirare l’ala coperta del mercato delle
castagne, la Pietra della Ragione e la bellissima Chiesa. Il rientro avviene
attraversando nuovamente il ponte sul Po, e passando davanti allo storico
capolinea del Tramvai, oggi sede della sezione locale dall’Associazione
Nazionale Alpini.
Punti di interesse
1. MADONNA IN
TRONO CON BAMBINO - VIA NAZIONALE
La madonna in trono con Bambino
è stata dipinta nel primo quarto del XVI secolo da un pittore dell’ambito di
Hans Clemer sulla facciata di casa Girò, in via Nazionale, 17. L’affresco è
stato restaurato nel 2007 dall’Istituto Superiore di Cultura Alpina con il
contributo delle fondazioni CRT e CRC.
2. TERRA NERA
E GRAFITE
Nel territorio del Comune di
Paesana si trovavano minerali di ferro, metalli preziosi, terra nera e grafite,
caolino, quarziti, marmi e pietre da taglio. L’apertura di cave risale ad epoca
antichissima, come dimostra la presenza di gneiss locali nella
costruzione romanica del campanile della chiesa di Santa Maria. Si tratta di
rocce spesso di colore scuro, che in superficie si disgregano e formano un
terreno ricco di grafite, chiamato terra nera.
3. IL TRAMVAI
- VIA SALUZZO
Alla fine dell’Ottocento le
Amministrazioni della Valle Po promossero la costruzione di una ferrovia a
scartamento ridotto per collegare Paesana e Sanfront a Revello, già servita
dalla rete tranviaria piemontese. L’opera fu realizzata interamente a spese del
cavaliere biellese Celestino Biglia, innamoratosi della valle durante un
soggiorno estivo. In segno di riconoscenza gli furono conferite la cittadinanza
onoraria di Sanfront e una piazza a Paesana. La linea Revello–Sanfront–Paesana
venne inaugurata il 28 ottobre 1900.
4. FUCINA
CARIGNANO
Sul territorio di Paesana era
presente un’antica fucina avviata nel 1885 dalla famiglia Carignano. All’inizio
del Novecento vi lavoravano una quindicina di operai specializzati, che
calarono di numero progressivamente con il diffondersi delle grandi fabbriche,
fino ad arrivare a due lavoratori nel 1977, anno della chiusura dell’attività.
La fucina si componeva di due ambienti: quello più grande ospitava il forno e
due forge; il più piccolo era destinato ai lavori di finitura, come affilatura
di lame e cura dei manici. Attualmente non è possibile visitarla.
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Facile anello che unisce i due borghi principali di
Paesana. Imboccando Via Monviso, un tempo direttrice principale verso l’alta
valle, si incontra sulla sinistra l’elegante fabbricato della Casa dei Conti.
Proseguendo, un bivio sulla sinistra a circa 800 m dalla partenza conduce alle
Gravere, un toponimo che si ritrova un po' ovunque in Piemonte, utilizzato per
indicare piccole aree pianeggianti nei pressi dei fiumi, originate
dall’accumulo di ghiaie alluvionali (dal francese antico "gravier" –
ghiaia). Attraversato il Po sul ponte stradale nei pressi della borgata Erasca,
si ridiscende sulla destra orografica del Po, imboccando l’antica “Via del
forno”, sentiero sterrato, che prende il nome dalla presenza – un tempo - di
una panetteria proprio all’angolo tra Via Bertaina e il viottolo per la
frazione Erasca. Percorrendo Via Bertaina in discesa si possono riconoscere
sulla sinistra le rovine delle “Case Fiat”, esempio di edilizia popolare per
gli operai della tessitura Erba, chiamate così perché ricavate da un
preesistente stabilimento Fiat. Rientro verso Santa Maria attraversando il
Ponte sul Po.
1. LA FONTANA
DI PIAZZA PIAVE
La fontana di piazza Piave è
stata costruita grazie al lascito del dottor Michele Giordano, che prestò
servizio in zona Santa Margherita durante la fine Ottocento. Undici giorni
prima della sua morte, lasciò scritto in testamento il desiderio di voler costruire
una fontana al fine di servire i bisogni della popolazione.
2. LA PIETRA
DELLA RAGIONE
Presso la piazza di Santa
Margherita è visibile una lastra in gneiss locale, oggi collocata sotto
la tettoia mercatale. Una lapide la indica come “Pietra della Ragione”, usata
storicamente per bandi e giudizi del Marchese di Saluzzo. Probabilmente il
contenuto della lapide è fallace, in quanto i bandi venivano proclamati a voce
e affissi all’Albo Pretorio, non su pietra. Inoltre, nei secoli indicati il
Marchesato non esisteva. Pertanto, le caratteristiche della lastra fanno
pensare a un uso più pratico della stessa, forse come copertura di una
canalizzazione.
3. IL VECCHIO
FORNO
La via del forno corrispondeva
alla prosecuzione di Via Bertaina verso Erasca, veniva chiamata così perché vi
era una panetteria all’angolo. In tempo di guerra, la panetteria era aperta e
riforniva anche i militari del Comando tedesco: lì vicino, infatti, si trovava
una caserma, demolita nel dopo guerra in quanto pericolante.
4. CASE FIAT
All’inizio del 1944, a causa
dei pesanti bombardamenti su Torino, la FIAT avviò un piano di delocalizzazione
delle proprie attività. Su suggerimento di Mannucci, capo officina FIAT e
frequentatore della Valle Po, venne scelta Paesana come sede alternativa. Nel
fabbricato dell’ex cartiera, preso in affitto, fu trasferita la divisione
ricambi, al riparo dagli attacchi aerei. Successivamente l’edificio fu
riconvertito in alloggi abitativi, conosciuti dalla popolazione come case
Fiat. In seguito, vennero acquistati dalla ditta Erba, che li destinò in
affitto ai lavoratori del setificio. Negli anni successivi gli alloggi
passarono in locazione all’impresa edile Società Caligaris.
5. CHIESA
PARROCCHIALE DI SANTA MARGHERITA
Edificio rinnovato in stile
barocco, la chiesa parrocchiale di Santa Margherita conserva al suo interno
notevoli stucchi del Beltramelli, statue in legno dorato, alcuni dipinti
dell’Arnaud e un quadro del Borgna e del Giacone raffigurante il Battesimo di
Gesù.
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La Via del Mulino prende il nome dalla
principale attrazione dell’itinerario: il mulino ad acqua della frazione
Croesio, attivo fino al 1967, e recentemente tornato in funzione grazie all’impegno volontario dei
proprietari e dei frazionisti, che ne hanno ripristinato i meccanismi e la
canalizzazione.
La prima parte del tracciato coincide con
quella de “Il giro del Tramvai”; attraversata la provinciale in località
Cappella Nuova, gli itinerari si dividono: anziché rientrare subito verso il
centro abitato, si attraversa la frazione Croesio risalendo l’omonimo vallone.
Poco a monte dell’abitato, sulla destra, ecco che si erge il mulino;
proseguendo nella salita si può arrivare al Santuario di Madonna dell’Oriente
che ha rappresentato, per secoli, il punto di riferimento dei contadini della
vallata per implorare la pioggia nei campi. L’itinerario svolta a destra prima
del santuario, toccando le borgate Borghini, Barra, Barolli, Tuna, Bosco Lay e
Airetta e attraversando nel corso della
discesa la strada asfaltata che collega a Pian Munè, località turistica
e stazione sciistica di Paesana.
Punti di interesse
1. I VALDESI A
PAESANA
La presenza protestante negli
anni del Marchesato e in quelli dell'occupazione francese fu particolarmente
radicata nelle Valli Po, Varaita e Maira ed il tema della Riforma nel Saluzzese
riveste una grande importanza storica. In particolare, fu molto significativa
nella zona di Paesana, più precisamente presso le località di Pratoguglielmo,
Croesio, Bioletto e Bietonetto. I Valdesi di Paesana subirono repressioni
nell'autunno del 1509, durante la reggenza di Margherita di Foix e furono
definitivamente cacciati nel 1633.
2. SANTUARIO
DI MADONNA D’ORIENTE
La leggenda della Madonna
d’Oriente narra che alcuni secoli fa, durante la piena del torrente, un bambino
in culla venne trascinato dall’acqua per alcune centinaia di metri verso il
lato opposto del fiume. I genitori spaventati, trovarono il bambino impaurito
ma incolume. In paese si parlò per anni di un miracolo e, fu per questo, che si
decise di costruire, proprio in quel prato, un pilone votivo alla Madonna per
ringraziarla di aver salvato il piccolo. Tale santuario nei secoli è divenuto
punto di riferimento della tradizione popolare poiché gli abitanti, nei periodi
di siccità, vanno a prendere la pioggia, chiedendo la grazia alla
Madonna.
3. STAZIONE
SCIISTICA PIAN MUNE’
Nel 1978 l’Amministrazione
comunale ha installato una prima sciovia a Pian Munè alla quale hanno fatto
seguito i due nuovi impianti: la seggiovia del Pian Croesio e la sciovia
del Fontanone. Si tratta di un esempio forse unico di organizzazione
pubblica di una stazione sciistica, realizzata con il proposito di dimostrare
che è possibile utilizzare le risorse della montagna senza distruggerla o
degradarla.
4. SCUOLE
FRAZIONALI: racconti da Pian Lavarino, Pratoguglielmo, Croesio e Ramate
Nelle borgate erano presenti
numerose scuole, in particolare a: Pratoguglielmo, Calcinere, Agliasco, Ramate,
Erasca, Croesio, Madonna d’Oriente, Battagli e Pian Lavarino. Le scuole
frazionali erano molto frequentate: contavano una media di una ventina di
bambini, accompagnati spesso da un’unica insegante e una bidella che si
occupava della struttura. L’orario scolastico prevedeva sia il mattino che il
pomeriggio, dal lunedì al mercoledì e poi il venerdì e il sabato (il giovedì e
la domenica si stava a casa). Alcune scuole prevedevano la pluriclasse, mentre
altre avevano classi differenziate, dalla prima alla sesta.
5. TRACCE E
MESSAGGI SULLE ROCCE DEL PIAN MUNE’
La zona di Pratoguglielmo è la
più ricca di incisioni rupestri di tutta la valle Po; infatti, è possibile
trovarvi una quarantina di rocce con incisioni ben definite, di varia natura.
L'incisione che si presenta più frequentemente sopra i massi di Pian Munè è la
cosiddetta incisione a coppella consistente in una vaschetta scavata su
di un piano orizzontale. La diversità che si riscontra osservando la loro
sezione perpendicolare al piano su cui giacciono indica come la loro esecuzione
si sia protratta attraverso i secoli, facendo emergere come questa zona sia
stata eletta dalla comunità a santuario della propria vita religiosa.
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Un percorso che invita a riscoprire il
legame profondo tra le comunità alpine e il loro ambiente naturale, apprezzato
anche nelle giornate più torride per la posizione fresca e ombreggiata.
Risalendo via Monviso e attraversando le c.d. gravere, il sentiero si innesta
sull’antica Via del Sale presso la Cappella di Sant’Anna, nella frazione
Erasca, aprendo un cammino immerso nei boschi che per secoli hanno garantito
sostentamento e risorse alle borgate. I castagni secolari, accompagnano buona
parte del percorso, raccontando una montagna vissuta, coltivata e custodita
fino allo spopolamento del secondo dopoguerra.
Lasciato il tratto più ombreggiato, si risale lungo la vecchia strada verso la borgata Gardiola, seguendo una fitta rete di vie storiche che collegano Gerbido, Porcili e Ramate, dove è presente un forno di comunità ancora utilizzato. Discesa prosegue verso la borgata Castello, così chiamato perché eretto sulle rovine di un sistema fortificato, posto in collocazione strategica per il controllo dei passaggi da e per l’alta valle.
Attraversata nuovamente Erasca e costeggiato il torrente Cornaschi, si
rientra verso il centro congiungendosi al tracciato de “La Via del Forno”.
1. PILONE
dietro SCUOLA DELLE RAMATE
Il pilone presente dietro la
scuola delle Ramate si presenta interamente intonacato in bianco. Non è più
possibile rilevare eventuali precedenti dipinti, nomi di pittori o committenti.
All'interno della nicchia protetta da una grata in ferro, si rileva la presenza
di quadretti votivi della Madonna e una statuetta di Sant'Anna.
2. PILONE
FRAZIONE PORCILI
Nella frazione Porcili vi è un
semplice pilone in pietra a vista, le cui pareti sono ancora costruire con la
terra utilizzata come malta. Anche la volta ad arco era costruita con questi
criteri, ma negli anni ha ricevuto un sostanziale intervento di ristrutturazione.
La nicchia contiene quadretti votivi. Non si rilevano date, citazioni di
committenti o presenza di precedenti affreschi.
3. BOSCO DI
CASTAGNI
A Paesana vi erano due grandi
mercati delle castagne, uno situato in zona Santa Maria e l’altro presso Santa
Margherita. Le castagne venivano raccolte presso i boschi limitrofi e seccate
presso gli essiccatoi, costruzioni in muratura ancora presenti in alcune
borgate. Negli anni, le castagne sono state una delle principali fonti di
sostentamento sia economico che alimentare della popolazione montana.
4. MURI A
SECCO
I muri a secco, realizzati con
materiali naturali e reimpiegabili, sono un elemento distintivo del paesaggio
montano. La loro struttura elastica e permeabile si adatta al terreno e
favorisce il naturale deflusso delle acque. Essi contribuiscono alla prevenzione
dell’erosione del suolo e alla gestione sostenibile delle risorse idriche,
mitigando gli effetti del cambiamento climatico. Oltre alla loro funzione
ambientale, custodiscono saperi antichi, proteggono la biodiversità e
arricchiscono l’identità culturale del territorio.
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Questo
itinerario unisce paesaggio, memoria e vita quotidiana, unendo alcune tratte
percorse quotidianamente e per decenni dalle operaie della tessitura di
Paesana, chiamate in gergo le fabbricanti. Con lo sguardo rivolto al
Monviso, il percorso si dirige verso la frazione Erasca, percorrendo un piccolo
tratto della Via del Sale. Attraversato il ponte sul Po si raggiunge la
frazione Ghisola dove, secondo la tradizione popolare, si troverebbe l’abitazione
di Re Desiderio: un fabbricato loggiato di chiaro impianto signorile, ancora
visibile poco prima di imboccare la salita sul versante soleggiato. Superate le
borgate Bertorelli e Peccioni si arriva alle Ferrere, caratteristica frazione stabilmente
abitata, grazie alle numerose iniziative che hanno innescato un intenso
processo di rivitalizzazione.
Superato l’abitato di Pian Lavarino,
il paesaggio si fa più aspro e caratteristico: qui domina lo gneiss, la pietra
locale. Attraversate le borgate Bossa e Raina, teatro di importanti vicende
della Resistenza partigiana, inizia la lunga discesa che, attraverso la
Cappella di San Grato, la frazione Croce e il pianoro della Prata, riporta in
paese.
Punti di interesse
1. CASA DI RE
DESIDERIO Secondo antiche cronache e
tradizioni locali, dopo la sconfitta dei Longobardi, il re Desiderio avrebbe
trovato rifugio nella Valle Po, stabilendosi a Paesana. Si racconta che abbia
vissuto per anni nella borgata Ghisola, in un luogo strategico all’ingresso
della valle, dove ancora oggi si pensa possano esistere tracce della sua
dimora. La memoria di questa presenza è rimasta viva nel tempo, tramandata dai
racconti popolari e dalla sorprendente diffusione del nome Desiderio nei secoli
successivi. Ancora oggi, la figura di Re Desiderio è presente all’interno della
cultura popolare come maschera del carnevale. 2. SENTIERO DI
ROSETTA Una leggenda popolare narra che
ci fosse una bambina di nome Rosetta, incaricata una sera di andare a prendere
l’acqua alla fonte, dalla quale però non è mai più ritornata. Si dice che sia
stata rapita da un lupo, animale che effettivamente fino al 1700 era presente
nei boschi paesanesi. Nonostante l’assenza di fonti certe a riguardo una pietra
incisa racconta il tragico evento. 3. CENTRO
CULTURALE LA CA DE TUI – FERRERE La borgata Ferrere ospiterà un
centro culturale comunitario grazie a un progetto Nex Generation Eu finanziato
dall’Unione Europea. Il centro è situato all’interno di un edificio rurale
recuperato, il quale mira a diventare fulcro della borgata e delle sue attività
culturali e sociali. Tale luogo sarà gestito dall’associazione La Ca de Tui, e
accoglierà una vera e propria scuola per muratori di valle. Inoltre, il
centro avrà 8 posti letto, una sala comune e una cucina. 4. CAVA DELLE
LOSE DI CULUMBE’ Gran parte delle lose visibili
nel paesaggio della Valle proviene dalle cave sopra Calcinere, sfruttate per
secoli con un lavoro duro e paziente. L’estrazione avveniva soprattutto in
inverno, ad opera di piccoli gruppi di operai che ogni mattina salivano in
quota per lavorare la pietra. Tra il 1950 e il 1958 la cava di Culumbè fu
particolarmente attiva e collegata ad Agliasco da due teleferiche per il
trasporto delle lose. 5. LA RUIDA Con il termine ruida si
indicava ogni attività collettiva svolta da un gruppo di persone a beneficio
della comunità. Poteva trattarsi di interventi brevi, come sistemare un
sentiero di montagna, pulire una roggia o riparare i danni del maltempo, ma
anche di impegni più continuativi. La ruida accompagnava infatti molte
attività agricole, dalla coltivazione dei campi alla raccolta e vendita delle
castagne, fino alla cura dei greggi durante la transumanza. Un esempio concreto
di collaborazione e solidarietà che ha segnato la vita quotidiana delle
comunità di montagna. 6. LE
FABBRICANTI Il setificio Bonnet ha permesso
a numerose donne delle borgate di Paesana, chiamate fabbricanti, di
trovare occupazione lavorativa e di poter contribuire all’economia locale.
Queste donne ogni giorno raggiungevano la fabbrica a piedi, anche in condizioni
difficili, affrontando neve e freddo intenso. La giornata lavorativa era
strutturata su più turni, e in base al proprio si partiva circa un’ora prima dell’inizio,
in gruppo, rendendo il viaggio un momento di comunità e solidarietà femminile.
Oggi la tessitura resta una parte importante della memoria e dell’identità del
territorio.